E ti svegliano sempre.
Sicuramente ho ascoltato più’ animali in queste notti di quanti ne abbia mai ascoltati in tutte le altre della mia vita!:
I cani, per lo meno ogni due ore, fanno un concerto più o meno violento e lungo. I galli, vicini e lontani, fanno a gara a chi da la ultima sveglia!Gli asini contribuiscono festosamente e casualmente quando gli altri stanno zitti.
E, questa notte, grazie ad un acquazzone più intenso del solito, alle tre di notte abbiamo scoperto l’esistenza di un numero impressionante di rane.
Inoltre, mi sto ascoltando da più di un’ora le solite preghiere cantate dei nostri vicini protestanti (la chiesa e’ a 7 metri dalle nostre stanze) che dalle 4 sono partiti a tutta randa, anche oggi come la prima notte!
Si, non si dorme granche’, ma in compenso non ti puoi dimenticare dove sei, chi sei, il contesto intorno a te!
Tutto pare essere una cosa sola che ti culla giorno e notte con i suoi ritmi a misura d’uomo e …d’animale!
L’Unita’ intima con chi ci sta intorno e’ anche evidente nelle azioni compiute da chi ci circonda.
Le porte sono sempre aperte e ti trovi gente a tutte le ore e di tutti i tipi che entra da svariate aperture, bussa, esce, porta e prende, lascia o chiede.
Per esempio ieri, tornando dalla messa abbiamo incontrato un gruppo di bambini con le loro taniche ed i loro secchi e barattoli vuoti, che passavano vicino al Centro per andare a prender l’acqua alla fontana qualche centinaio di metri più giu’(alle 7 di mattina! Altro che sparecchiare la sera a casetta nostra, care Sara e Chiara!).
Le suore, con naturalezza hanno aperto la porta del cortile a questi 5 bambini, mai visti ne conosciuti, per offrirgli e permettergli di riempire le loro mille taniche e secchi dalla cisterna della casa (che pochissime case hanno)!
E’ un naturale senso di comunione, spontaneo ed indifeso.
E’ sentirsi parte di un contesto.
E’ contribuire.
Anche i bambini hanno questo senso di accoglienza spontaneo.
Per esempio ieri pomeriggio abbiamo fatto un allenamento tecnico di calcio nel prato (adattissimo!) fuori le mura della scuola, ed, ovviamente, c’erano una decina di bambini esterni che guardavano affascinati.
Nessuna difficolta’ ad inserirli nelle schiere (erano i più disciplinati, anche perche’ certamente i meno traumatizzati da terremoto o vicende personali!)!
Ovviamente dopo un po’ i bambini iniziano ad ingelosirsi e voler tornare al centro tra tutti noi! E vorrei ben vedere!!! …tenete conto che alla maggior parte di essi manca almeno un genitore! E moltissimi da 5 mesi non hanno sentito o visto i famigliari! Altro che quello che noi chiamiamo “carenze affettive”!
Nella gioia e nel dolore, nel giorno e nella notte, nel gioco e nella preghiera, nel lavoro e nel riposo: un magico senso di unita’.
Ci puo’ aiutare?





