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	<title>Insieme per Haiti</title>
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		<title>Insieme per Haiti</title>
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		<title>UN MAGICO SENSO DI UNITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 16:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL Diario di Rocco Orlando, Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima ancora del rapporto con i bambini e le suore o il cibo ed il paese, certamente la cosa più scioccante e&#8217; stata la Notte. Perche&#8217;, se ci pensate, anche da noi, le notti sono sempre uguali (a parte qualche variazione minima nei week end) e quindi la prima notte sarebbe stata uguale a tutte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=615&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size:x-small;">Prima ancora del rapporto con i bambini e le suore o il cibo ed il paese, certamente <strong>la cosa più scioccante e&#8217; stata la Notte</strong>.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Perche&#8217;, se ci pensate, anche da noi, le notti sono sempre uguali (a parte qualche variazione minima nei week end) e quindi la prima notte sarebbe stata uguale a tutte le altre!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Sono uguali perche&#8217; la notte tutto si ferma e tutti tornano a casa, per cui ciascuno, di fatto, dorme sempre con intorno lo stesso contesto e gli stessi vicini!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">E la prima notte noi eravamo stanchi e molto all&#8217;erta alla scoperta di dove eravamo finiti&#8230; Per cui ci ha colpito molto la assenza completa di rumore di fondo (no auto o moto che girino per queste strade troppo bucate!), che fa risaltare incredibilmente tutti gli altri rumori!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Ed esclusa una pausa di 2 o 4 ore intorno a mezzanotte, <strong>di rumori, che si stagliano netti e chiari, ce ne sono all&#8217;infinito!</strong></span></div>
<p><span style="font-size:x-small;">E ti svegliano sempre.</p>
<p>Sicuramente ho ascoltato più&#8217; animali in queste notti di quanti ne abbia mai ascoltati in tutte le altre della mia vita!:</p>
<p>I cani, per lo meno ogni due ore, fanno un concerto più o meno violento e lungo. I galli, vicini e lontani, fanno a gara a chi da la ultima sveglia!Gli asini contribuiscono festosamente e casualmente quando gli altri stanno zitti.</p>
<p>E, questa notte, grazie ad un acquazzone più intenso del solito, alle tre di notte abbiamo scoperto l&#8217;esistenza di un numero impressionante di rane.</p>
<p>Inoltre, mi sto ascoltando da più di un&#8217;ora le solite preghiere cantate dei nostri vicini protestanti (la chiesa e&#8217; a 7 metri dalle nostre stanze) che dalle 4 sono partiti a tutta randa, anche oggi come la prima notte!</p>
<p><strong>Si, non si dorme granche&#8217;, ma in compenso non ti puoi dimenticare dove sei, chi sei, il contesto intorno a te!</strong></p>
<p><strong>Tutto pare essere una cosa sola </strong>che ti culla giorno e notte con i suoi ritmi a misura d&#8217;uomo e &#8230;d&#8217;animale!</p>
<p>L&#8217;Unita&#8217; intima con chi ci sta intorno e&#8217; anche evidente nelle azioni compiute da chi ci circonda.</p>
<p>Le porte sono sempre aperte e ti trovi gente a tutte le ore e di tutti i tipi che entra da svariate aperture, bussa, esce, porta e prende, lascia o chiede.</p>
<p>Per esempio ieri, tornando dalla messa abbiamo incontrato un gruppo di bambini con le loro taniche ed i loro secchi e barattoli vuoti, che passavano vicino al Centro per andare a prender l&#8217;acqua alla fontana qualche centinaio di metri più giu&#8217;(alle 7 di mattina! Altro che sparecchiare la sera a casetta nostra, care Sara e Chiara!).</p>
<p>Le suore, con naturalezza hanno aperto la porta del cortile a questi 5 bambini, mai visti ne conosciuti, per offrirgli e permettergli di riempire le loro mille taniche e secchi dalla cisterna della casa (che pochissime case hanno)!</p>
<p><strong>E&#8217; un naturale senso di comunione, spontaneo ed indifeso.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; sentirsi parte di un contesto.</strong></p>
<p><strong>E&#8217; contribuire.</strong></p>
<p>Anche i bambini hanno questo senso di accoglienza spontaneo.</p>
<p>Per esempio ieri pomeriggio abbiamo fatto un allenamento tecnico di calcio nel prato (adattissimo!) fuori le mura della scuola, ed, ovviamente, c&#8217;erano una decina di bambini esterni che guardavano affascinati.</p>
<p>Nessuna difficolta&#8217; ad inserirli nelle schiere (erano i più disciplinati, anche perche&#8217; certamente i meno traumatizzati da terremoto o vicende personali!)!</p>
<p>Ovviamente dopo un po&#8217; i bambini iniziano ad ingelosirsi e voler tornare al centro tra tutti noi! E vorrei ben vedere!!! &#8230;tenete conto che alla maggior parte di essi manca almeno un genitore! E moltissimi da 5 mesi non hanno sentito o visto i famigliari! Altro che quello che noi chiamiamo &#8220;carenze affettive&#8221;!</p>
<p><strong>Nella gioia e nel dolore, nel giorno e nella notte, nel gioco e nella preghiera, nel lavoro e nel riposo: un magico senso di unita&#8217;.</strong></p>
<p>Ci puo&#8217; aiutare?</p>
<p></span></p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/09/dsc003901.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-620" title="DSC00390" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/09/dsc003901.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/615/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=615&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>UN BAMBINO SUL CUORE</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario di Daniela Segalina]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[edison]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il bambino si chiama Samuel e credo che tutti coloro che sono stati a Port de Paix sicuramente lo conoscono e non hanno potuto fare a meno di prenderlo in braccio. Samuel ha circa quattro anni, credo sia uno dei più piccoli, ha grandi occhi scuri e dolcissimi, sorride sempre ed ha una grande passione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=608&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il bambino si chiama Samuel</strong> e credo che tutti coloro che sono stati a Port de Paix sicuramente lo conoscono e non hanno potuto fare a meno di prenderlo in braccio.</p>
<p>Samuel ha circa quattro anni, credo sia uno dei più piccoli, ha grandi occhi scuri e dolcissimi, sorride sempre ed ha una grande passione e naturale inclinazione per la danza.</p>
<p>Mi sarebbe piaciuto poter descrivere ogni bambino per caratteristiche fisiche e caratteriali, ma avrei avuto bisogno di molto molto più tempo che, purtroppo non c’è stato.</p>
<p>Durante la nostra permanenza Samuel ha avuto la febbre alta per tre giorni. Ciononostante per i primi due giorni ha voluto rimanere insieme agli altri bambini, quasi immobile e senza lamentarsi non toglieva mai lo sguardo lucido e febbricitante da loro, sempre attento a tutto quello che succedeva intorno.</p>
<p>Scottava tantissimo, più volte l’ho preso in braccio e mi sono seduta con lui sui gradini della scuola a guardare i bambini più grandi giocare a pallone, a controllare che le corse sull’altalena non diventassero troppo pericolose e a osservare le bambine che, avvicinando le casette di plastica montate da poco, avevano creato un piccolo villaggio e si davano un gran da fare a ramazzare, sistemare e organizzare finti pranzi. La temperatura del luogo non è molto fresca e con lui in braccio mi sembrava di avere addosso un termosifone, ma era una sensazione troppo bella sentirlo accoccolato su di me.</p>
<p>Non avrei mai voluto muovermi da quella posizione anche se la mia schiena, già provatissima in quei giorni, non ce la faceva più. Poi per un giorno intero è rimasto in camerata sopraffatto dalla febbre <strong>ed io ogni tanto andavo a spiarlo attraverso la zanzariera mentre dormiva.</strong></p>
<p>Il viaggio per arrivare sin laggiù è stato lungo e stancante, ma al nostro arrivo vedere tutti i bambini schierati ad accoglierci sulla scalinata di accesso alla casa è stato commovente, mai però quanto la nostra partenza.</p>
<p>Non è stato immediatamente facile per me entrare in contatto con loro anche se sono splendidamente affettuosi e calorosi, cantare le loro canzoncine con annesse coreografie, dire le preghiere prima e dopo i pasti, <strong>tanti bambini insieme non li avevo mai visti!</strong></p>
<p><strong>E’ stato bello ricominciare a giocare, giochi dimenticati</strong>: il salto con la corda, l’altalena, la palla, tornare bambini insomma e ridere con loro e gioire per un canestro centrato o una palla presa al volo. Una cicatrice sul sopracciglio sinistro e relativo ginocchio sono ancora lì a ricordarmi una pallonata ricevuta ed una caduta clamorosa.</p>
<p><strong>La cosa più interessante è stata osservare ognuno di loro, scoprire i loro caratteri, il modo di giocare e comunicare, il loro atteggiamento verso gli altri, le loro attitudini,</strong> bello sarebbe poterli seguire nella loro crescita e soprattutto sperare che ci possa essere un domani anche per loro. Non mi soffermo su temi sociali né sulle condizioni di questo paese perché credo che ormai tutti abbiano un’idea della situazione. La realtà è molto peggiore, ma loro ancora cantano e ti sorridono.</p>
<p>Ho già dimenticato gli insetti, la polvere, i latrati dei cani durante la notte e il canto del gallo prima dell’alba, <strong>ripenso sempre a quei giorni, a quei sorrisi, a quei visini perfetti e la cosa che mi manca di più è tenere un bambino sul cuore.</strong></p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/09/samuel1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-612" title="samuel" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/09/samuel1.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/608/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=608&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>VITA DA VOLONTARI</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 12:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL Diario di Rocco Orlando, Edison]]></category>
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		<category><![CDATA[edison]]></category>
		<category><![CDATA[insieme per haiti]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari Sara, Chiara, Michele e Barbara, Vita da volontari?&#8230;Non ce la faro&#8217; mai! Svegliarsi alle 5 per andare a messa la domenica prima di colazione? Svegliarsi alle 6 meno un quarto tutti i giorni? Niente luce elettrica prima delle 18 e dopo le 22? Quattro preghiere al giorno con le suore (volontariamente)? Niente vino a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=593&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Sara, Chiara, Michele e Barbara,</p>
<p>Vita da volontari?&#8230;Non ce la faro&#8217; mai! Svegliarsi alle 5 per andare a messa la domenica prima di colazione? Svegliarsi alle 6 meno un quarto tutti i giorni? Niente luce elettrica prima delle 18 e dopo le 22? Quattro preghiere al giorno con le suore (volontariamente)? Niente vino a pasto e niente caffè dopo mangiato? (Questo sarete voi a dire : &#8220;Papa&#8217; non ce la puo&#8217; fare!&#8221;)</p>
<p>Ma come fanno a farlo questi haitiani? Sara&#8217; questione di abitudine.</p>
<p><strong>In effetti una realta&#8217; socio economica come questa e&#8217; molto più comprensibile abitandola!</strong> Senza tante teorie e tanti complimenti. E devo dire, <strong>che non e&#8217; per nulla impossibile, tutt&#8217;altro!</strong> &#8230;ci siamo adattati tutti con naturalezza. Ad esempio, anche al cibo ci siamo adattati, che certo e&#8217; diverso, ma per fortuna non manca.</p>
<p>In effetti, ci avevano detto che avremmo mangiato solo pollo, banane fritte e riso in bianco. E il primo pasto e&#8217; stato esattamente questo il menu&#8217;&#8230;e la sensazione che non era uno scherzo ma di essere incastrati in una dieta &#8220;decente&#8221; ma insostenibile per 15 giorni di fila, in effetti ci e&#8217; un poco saltata addosso! &#8230;</p>
<p>Per fortuna, possiamo dire che dopo 4 giorni quel menu&#8217; non si e&#8217; mai ripetuto! E tutti i giorni scopriamo cibi diversi ed magari anche più&#8217; incogniti e &#8220;terroristici&#8221;! &#8230; Che forse la dieta a pollo e riso era alla fine piu&#8217; semplice e ci si poteva &#8220;abituare&#8221;!</p>
<p> Ho sempre pensato che &#8220;abituarsi&#8221; a qualcosa tende a rovinarci il gusto delle cose, mentre qui la parola assume un significato diverso, nel rispetto infinito che automaticamente proviamo per questi bambini figli ormai solo del terremoto, per queste suore sorelle dell&#8217;umilta&#8217;, per questi haitiani miti nelle loro strade e nei loro pasti (di tavoli e cucine, non si puo&#8217; proprio parlare!), &#8230;</p>
<p> E&#8217; per questo che il miglior parente dell&#8217;abitudine diventa magicamente <strong>lo stupore con cui ci accolgono questi bimbi e con cui viviamo ogni ora!</strong></p>
<p>E&#8217; anche per questo che <strong>lo stupore  dei bambini ci apre un dolce sorriso sulle labbra,</strong> sempre! Ma chissa&#8217; perche&#8217; rifiutiamo di stupirci, con la scusa di essere &#8220;oramai&#8221; adulti!? Nelle cose che invece io e Barbara pensiamo per voi bambini (ops, scusate&#8230; Ragazzi!), cerchiamo sempre di suscitare e leggere stupore nelle vostre facce! Come per i sassi di Matera o le grotte di Castellana quest&#8217;estate! E tu Chiara, invece, quando hai la luna di traverso, vuoi dimostrarci di non stupirti, e che &#8220;sapevi gia&#8217; tutto&#8221; &#8230; Ma in fondo non ci riesci, perche&#8217; lo stupore e&#8217; il gusto della vita&#8230; Abituamoci a stupirci! Che ne dite?</p>
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		<title>LETTERA AI MIEI CARI</title>
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		<comments>http://insiemeperhaiti.wordpress.com/2010/09/10/lettera-ai-miei-cari/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL Diario di Rocco Orlando, Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Sara, Chiara, Michele e Barbara,   Non sopporto le partenze! Divento sempre nervoso la sera prima (e voi ne subite spesso le conseguenze) e provo un senso di fastidio indescrivibile. Sempre. E per uno che viaggia parecchio&#8230; Ma oggi! &#8230; Sto veramente male! Penso che al dolore nostalgico di allontanarmi da voi, luci dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=590&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size:x-small;">Cari Sara, Chiara, Michele e Barbara,</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Non sopporto le partenze! Divento sempre nervoso la sera prima (e voi ne subite spesso le conseguenze) e provo un senso di fastidio indescrivibile. Sempre. E per uno che viaggia parecchio&#8230;</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Ma oggi! &#8230; Sto veramente male! Penso che al dolore nostalgico di allontanarmi da voi, luci dei miei occhi e stelle del mio cielo, si aggiunga pericolosamente un senso di incertezza, di rifiuto, di pericolo, di ineluttabilita&#8217; che tutto quello che ho letto su Haiti, inevitabilmente il lettore percepisce!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"><strong>Il risultato non si puo&#8217; definire paura, non si puo&#8217; definire tristezza, non si puo&#8217; definire malinconia, &#8230;forse una sensazione di distacco</strong> dall&#8217;universo per proteggersi.</span></div>
<p><span style="font-size:x-small;">&#8230; Ma si traduce certo, in questo mal di testa martellante e mal di pancia soffocante che mi ha accompagnato, in crescendo, da Genova a Malpensa, e per alcune ore del volo per Miami!</p>
<p><strong>Certo la compagnia dei colleghi, che inizio a conoscere, mi e&#8217; stata un po di aiuto,</strong> come il pasto in aereo&#8230; Ma mi mancate gia&#8217; e tanto.</p>
<p>Riusciro&#8217; a incrociare gli occhi di un migrante, dei tanti che vediamo ogni giorno, senza con-patire un poco di questa sensazione che certamente si portano dentro alla ennesima potenza, anche dopo anni dalla partenza?</p>
<p>E&#8217; forse questo che Massimo Troisi cercava delicatamente di raccontarci con il &#8220;partire e&#8217; un po&#8217; morire&#8221; di &#8220;ricomincio da tre&#8221;?</p>
<p><strong>Ma allora i bambini che andremo ad incontrare, sfollati dalle baraccopoli terremotate di Port au Prince</strong>, separati da famiglie dimezzate, con le immagini che hanno vissuto e le pance pesantemente vuote, &#8230; Allora, proveranno sensazioni simili con costante continuita&#8217;? <strong>E cosa ci sapranno insegnare?</strong></p>
<p>Voi tre, bambini (o ragazzi, se preferite, ma sempre &#8220;i miei bimbi&#8221;) lo sentite ripetere e penserete sia strano, e tu Barbara lo sai e lo condividi, &#8230;ma che fatica ti deve costare!</p>
<p>&#8230; E deve costare alle mogli, mamme, sorelle dei migranti!</p>
<p>Barbara, riusciremo a spiegarlo?</p>
<p>&#8220;Ma chi me lo ha fatto fare?&#8221;, riusciremo a spiegarlo?</p>
<p>Ma se non riesco a spiegarmelo io stesso!? &#8230;e sono le parole che mi rimbombano dentro (in pancia appunto) da stamani!</p>
<p>Ma Colombo ci ha mai spiegato chi glielo ha fatto fare ad attraversare un oceano definito infinito su una barchetta piena di galeotti?</p>
<p><strong>La risposta, sono certo che la cercheremo tutto il viaggio, ed ognuno di noi ha una idea, e la cambiera&#8217; mille volte. Ma la risposta c&#8217;e&#8217;.</strong></p>
<p>E probabilmente e&#8217; la stessa risposta che ci diamo ogni giorno, quando decidiamo di lavorare spendendoci al meglio nel nostro lavoro con i colleghi ed i clienti&#8230; E non ci arrenderemo.</p>
<p>Forse e&#8217; parente della risposta che ha dato un lavoratore come altri (non un guru, un santo o un mistico), Richard Gere  il mese scorso, alla consegna di un premio per azioni umanitarie!</p>
<p><strong>Cosa lo ha spinto a occuparsi dei diritti dell&#8217;uomo?</strong></p>
<p>Risponde: &#8220;In breve: <strong>non c&#8217;e&#8217; nessuno che conosciamo, nessuno di cui sentiamo parlare che in qualche modo non soffra.</strong> Nessuno. <strong>E&#8217; una condizione che ci accomuna tutti non si puo&#8217; constatare questo , capire quanto siamo legati gli uni agli altri e continuare a considerare se stessi come un&#8217;isola.</strong> E&#8217; pura follia. &#8230; Il nostro compito qui e&#8217; dare un senso alla nostra vita. E <strong>il senso più&#8217; profondo che si puo&#8217; dare all&#8217;esistenza è di essere di aiuto al prossimo.</strong> Così si spezza la sensazione di distacco dall&#8217;universo e ci si connette alle cose in cui risiede la verita&#8217;. Se uno sente questo agisce di conseguenza. &#8230; <strong>Ti accorgi che l&#8217;unica cosa che ti rende felice e&#8217; aiutare gli altri.&#8221;</strong></p>
<p>Un poco ci aiuta a rispondere &#8230; E voi tre, spero a fare al meglio i fratelli e figli &#8230; E me e te, Barbara, al meglio i genitori e lavoratori.</p>
<p>presto lo sapremo&#8230;</p>
<div><span style="font-size:x-small;">A Port de Paix.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Cari e lontani ma vicini abbracci!</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Rocco</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> </span></div>
<div><span style="font-size:x-small;"> </span></div>
<p><span style="font-size:x-small;"> </p>
<p></span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/590/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=590&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Vacanze scolastiche in tendopoli</title>
		<link>http://insiemeperhaiti.wordpress.com/2010/07/29/vacanze-scolastiche-in-tendopoli/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario di Beatrice Collarini, Corporate Responsibility Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[Sveglia all’alba questa mattina per salutare ventotto bambini in partenza per le vacanze estive. Tutto bellissimo se non fosse che ritorneranno a Port au Prince e molto probabilmente in una tendopoli.  I bambini, ognuno con il suo zainetto pieno di vestiti,  in fila ordinata una alla volta vengono caricati su un camion il cui cassone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=581&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sveglia all’alba questa mattina per salutare ventotto bambini in partenza per le vacanze estive. Tutto bellissimo se non fosse che ritorneranno a Port au Prince e molto probabilmente in una tendopoli.</p>
<p> I bambini, ognuno con il suo zainetto pieno di vestiti,  in fila ordinata una alla volta vengono caricati su un camion il cui cassone ieri è stato pulito e allestito con panche ricoperte di stracci e coperte.</p>
<p>La fioca luce dell’alba, il sibilo del vento ma soprattutto il silenzio in cui tutta questa operazione avviene imprime in tutte noi una grande malinconia e le lacrime si trattengono a stento.</p>
<p>Siamo consapevoli del fatto che i bimbi andranno dai loro genitori, o da qualche parente sopravvissuto al terremoto ma nello stesso tempo siamo convinti che questi bimbi stiano bene qui, dove hanno la possibilità di mangiare tre volte al giorno, ricevere un&#8217; istruzione, giocare con i coetanei, lavarsi con l’acqua corrente, dormire al riparo di un tetto ed essere curati se necessario.  A settembre molti di loro ritorneranno al centro, ma ciò non basta a cancellare la tristezza dai nostri visi.</p>
<p>Sono le cinque e mezza, il cancello viene aperto, il camion accende il suo diesel fumoso e puzzolente e i bambini sventolano le loro manine per salutarci; otto  all’incirca sono le ore che impiegheranno per raggiungere Port au Prince.</p>
<p>Alzo lo sguardo e alla balconata si sono affacciati i bambini che rimarranno qui; non so dirvi se sono più triste per i bimbi in partenza o per questi che, molto probabilmente, non hanno più nessuno al mondo che li possa tenere. L’atmosfera mi sembra surreale e sento che a lungo  porterò con me l’amarezza di questo momento.</p>
<p>E’ solo nel tardo pomeriggio che sapremo che i bambini sono arrivati sani e salvi nella capitale.</p>
<p>Molti di loro piangono, vogliono tornare qui.</p>
<div id="attachment_583" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/partenze1.jpg"><img class="size-full wp-image-583" title="Partenze" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/partenze1.jpg?w=470&#038;h=704" alt="" width="470" height="704" /></a><p class="wp-caption-text">In partenza per le vacanze estive</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/581/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=581&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Compleanno haitiano</title>
		<link>http://insiemeperhaiti.wordpress.com/2010/07/26/compleanno-haitiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 11:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario di Beatrice Collarini, Corporate Responsibility Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[21 luglio, compleanno di Giusy, una volontaria. Le suore e i bambini le hanno organizzato una calorosa festa di compleanno. I bambini, le istitutrici del centro e le stesse suore in un paio di giorni sono riuscite ad allestire uno spettacolo in cui si sono alternati canti e danze. Anche le suore si sono “messe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=565&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_566" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/chiara1.jpg"><img class="size-full wp-image-566" title="Chiara" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/chiara1.jpg?w=470&#038;h=313" alt="" width="470" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Chiara</p></div>
<p><strong>21 luglio, compleanno di Giusy, una volontaria.</strong></p>
<p>Le suore e i bambini le hanno organizzato una calorosa festa di compleanno.</p>
<p>I bambini, le istitutrici del centro e le stesse suore in un paio di giorni sono riuscite ad allestire uno spettacolo in cui si sono alternati canti e danze.</p>
<p>Anche le suore si sono “messe in gioco” e in costume tipico haitiano ci hanno cantato una sorta di “inno” al loro paese (sole d’Haiti, paese tropicale; qui cresce il grano e la frutta, cercano di assassinarti ma sono comunque fiero di te) che credo racchiuda e riassuma i contrasti di questa terra e il richiamo alle origini, l’affezione che ognuno di noi sente nei confronti della nazione in cui è nato.</p>
<p>Per la cena il refettorio è stato allestito con palloncini, decorazioni, tende colorate  e, in fondo, al centro, fa bella mostra di se <strong>una torta a più piani ricoperta di glassa colorata</strong> a cui le cuoche hanno lavorato tutto il pomeriggio. La cena rispetto al solito prevede più portate (il riso non manca mai!) e stranamente mi sembra tutto buonissimo.</p>
<p>Anche durante la cena sentiamo musica e il clima di festa continua. Credo che la musica faccia parte del Dna di questo popolo; le bambine ballano e si muovono con una ritmicità e con un senso del tempo davvero impressionanti. <strong>Giusy è davvero felice di questo compleanno</strong>.</p>
<p><strong>Mi lascia solo un po’ perplessa pensare che mentre qui stiamo festeggiando, cinque metri più in la, appena al di fuori delle mura del centro non c’è nemmeno l’elettricità</strong>. Nella loro sfortuna a questi bambini è concessa una possibilità in più rispetto ai loro coetanei magari ancora nelle tendopoli. In questo senso sarebbe ingiusto non riconoscere ad Anpil il merito di aver messo in piedi una struttura e una organizzazione che pemette questo.</p>
<p><strong>Anche i dipendenti Edison e Edipower dovrebbero davvero essere fieri di aver dato il loro contributo. </strong>Io ho seguito questo progetto  sin dall’inizio ma è solo venendo qui che sono riuscita a comprenderne, almeno in parte, la dinamica e la positiva entità.</p>
<p><strong>L’immagine delle suore, attorniate da tutti questi bambini, in una sera di festa è incredibilmente rasserenante</strong>; tutti i giorni  ci sforziamo di inventare giochi e attività da far fare loro, inconsapevoli del fatto che a questi piccoli basta davvero tanto affetto e soprattutto un punto di riferimento che credo abbiano trovato in queste donne molto speciali.</p>
<div id="attachment_567" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/beatrice_c.jpg"><img class="size-full wp-image-567" title="Beatrice_c" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/beatrice_c.jpg?w=470&#038;h=313" alt="" width="470" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Beatrice</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=565&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritrovare la centralità dell&#8217;esere umano tra degrado e povertà</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario di Beatrice Collarini, Corporate Responsibility Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato Questa mattina, scortati da Widney, siamo andati a fare la spesa. Ci ha accompagnato l&#8217;autista delle suore con il loro pick up. Non c&#8217;e&#8217; come uscire dalle alte mura del centro per rendersi conto di come e&#8217; veramente Port de Paix. Le strade, tutte sterrate e fangose sono un andirivieni di motorini arrugginiti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=556&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size:x-small;"><strong>Il mercato</strong></span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Questa mattina, scortati da Widney, siamo andati a fare la spesa. Ci ha accompagnato l&#8217;autista delle suore con il loro pick up. Non c&#8217;e&#8217; come uscire dalle alte mura del centro per rendersi conto di come e&#8217; veramente Port de Paix. Le strade, tutte sterrate e fangose sono un andirivieni di motorini arrugginiti e vecchie jeep. I canali teoricamente per l&#8217;acqua sono discariche a cielo aperto e c&#8217;e&#8217; molta sporcizia. Ci fermiamo all&#8217;emporio dove sugli scaffali si trovano pochi prodotti impolverati, tutti d&#8217;importazione. <strong>Mi sento un po&#8217; ridicola con il mio foglietto della spesa e ovviamente non troviamo tutto cio&#8217; di cui siamo in cerca</strong> <strong>ma ci accontentiamo di prendere le cose indispensabili</strong>: farina, spezie, latte in polvere, acqua, caramelle e elastici colorati per i bimbi perche&#8217; ne vanno pazzi, da buoni italiani il sugo per gli spaghetti che ha portato M. Masia, qualche succo. <strong>Ci rendiamo conto che i prezzi sono molto alti</strong>; paghiamo in dollari e il tutto ci costa una fortuna (per darvi un&#8217;idea tre rotolini di nastro isolante 10 dollari) non ci capacitiamo della cosa se non per il fatto che pur avendo Haiti la possibilita&#8217; di produrre riso,f rutta, spezie e molto altro e&#8217; in realta&#8217; costretta ad importare dall&#8217;estero molti di questi prodotti. <strong>Il mercato e&#8217; invero un capannone con il tetto in lamiera e il tanfo che si respira e&#8217; davvero tremendo</strong>. Anche qui poche merci e banchi di carne puzzolente ricoperti di mosche. All&#8217;esterno cumuli di rifiuti alternati ai banchi con la verdura, molto caldo e un odore acre di cibo in decomposizione.</span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">La cosa che mi impressiona maggiormente qui ad Haiti e&#8217; l&#8217;osservare come diversamente da altri paesi del terzo mondo che ho visitato non si percepisca la &#8220;fame&#8221; o la mancanza di cibo ma <strong>un vero degrado, una stasi sociale e culturale che davvero non lascia pensare ad un possibile sviluppo futuro. </strong></span></div>
<div><span style="font-size:x-small;">Mancano le fogne, non c&#8217;e&#8217; elettricita&#8217;, non esiste la raccolta dei rifiuti, non ci sono strade asfaltate e non c&#8217;e&#8217; una rete idrica.</span></div>
<p><span style="font-size:x-small;">Marco, che e&#8217; stato qualche giorno a Port au Prince mi diceva che le persone facoltose, come possidenti terrieri o grossi commercianti, vivono in pregevoli ville ma nella stesse condizioni di &#8220;inciviltà&#8217;&#8221; dei nullatenenti. Insomma fuori dalla porta delle loro sontuose abitazioni giaciono cumuli di rifiuti.</p>
<p><strong>Degli aiuti umanitari, o di altre associazioni, o semplicemente di altri bianchi in giro,oltre a noi, nemmeno l&#8217;ombra.</strong></p>
<p>Al termine degli acquisti torniamo al centro, facendo uno slalom tra i motorini, le bancarelle e la gente a piedi. <strong>L&#8217;autista sfiora i bambini e le persone a piedi con non curanza, come a dire che qui la vita conta poco o nulla.</strong></p>
<p><strong>Il centro d&#8217;accoglienza che si intravede in fondo alla strada ora mi appare come un&#8217;isola felice,una cattedrale in un deserto di miseria e desolazione.</strong></p>
<p>Noi occidentali abbiamo la tendenza ad essere ottimisti, a voler cambiare il mondo ma, quando sei qui, ti rendi conto che e&#8217;molto più&#8217; complicato di come appare quando stai in Italia.</p>
<p></span></p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/strada.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-562" title="Strada" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/strada.jpg?w=470&#038;h=313" alt="" width="470" height="313" /></a></p>
<p><strong>&#8220;Riflessioni dal terrazzo&#8221;</strong></p>
<p>Abbiamo appena finito di far giocare i bambini, in realta&#8217; oggi erano particolarmente eccitati e non ne volevano sapere di ubbidirci. Cosi&#8217; si e&#8217; optato per farli disegnare e colorare. La cosa buffa e&#8217; che vogliono che tu stia vicino a loro. Non si riesce a camminare senza che 4 o 5 bimbi ti si arrampichino addosso o ti tirino la maglietta o ti prendano la mano.E&#8217; bello sentirtsi importante per qualcuno.</p>
<p>Quando si e&#8217; a casa, nella vita frenetica che ognuno di noi conduce, si smette di dare importanza alle piccole cose, ai gesti, ai comportamenti. Purtroppo spesso il contatto umano e la centralita&#8217;dell&#8217;essere in quanto tale, vengono meno.</p>
<p>Qui a Port de Paix, in mezzo a questi bimbi, cio&#8217; non accade. Ti svegli al mattino e sai gia&#8217; che giu&#8217;, al piano di sotto, ci sono un centinaio di bambini che ti aspettano e non vedono l&#8217;ora di stare con te.</p>
<p>E&#8217; un luogo strano questo, in cui il tempo sembra si sia fermato, in cui le giornate sono molto lunghe e, a volte, stancanti, ma e&#8217; anche il posto in cui <strong>si riscoprono tante sensazioni ed emozioni che ti fanno riflettere e ti portano a fare i conti con te stesso in quanto uomo.</strong></p>
<p>Mentre vi scrivo sento i bimbi che cantano &#8220;Fra Martino&#8221;, si avvicina l&#8217;ora del pranzo, e&#8217; opportuno che vada.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/556/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=556&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Note di straordinaria quotidianità</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il diario di Beatrice Collarini, Corporate Responsibility Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[  Primo giorno E&#8217; il sole a scandire il ritmo della giornata. Ci si sveglia all&#8217;alba(alle sei circa) e la sveglia oltre che dai raggi del sole che penetrano dalla finestra e&#8217; data dal cantare dei galli-invero anche la notte vive di rumori: l&#8217;abbaiare dei cani-il cigolio delle finestre e anche, questa notte, dal tremore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=542&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size:x-small;"><strong> </strong></span></p>
<div>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Primo giorno</strong></span></p>
</div>
<div>
<p>E&#8217; il sole a scandire il ritmo della giornata. Ci si sveglia all&#8217;alba(alle sei circa) e la sveglia oltre che dai raggi del sole che penetrano dalla finestra e&#8217; data dal cantare dei galli-invero anche la notte vive di rumori: l&#8217;abbaiare dei cani-il cigolio delle finestre e anche, questa notte, dal tremore della terra (scopriremo poi che la scossa avvertita era di magnitudo 4.3 della scala richter).</p>
</div>
<div>
<p>I bimbi ci attendono alle 7 per la colazione, sono tutti schierati e in fila scendono composti le scale, per poi avvicinarsi in silenzio al tavolo. Ogni pasto inizia e finisce con una preghiera che i bambini cantano ubbidienti. Questo momento mi emoziona sempre. Sono molto composti quando mangiano e anche i più piccini fanno tutti da soli.</p>
</div>
<div>
<p>Oggi e&#8217; sabato e la mattinata e&#8217; dedicata al mare. I più&#8217; grandi si preparano e prendendoci per mano ci mostrano la strada per la spiaggia. Passiamo in mezzo al paese e tutta la realta&#8217; e la poverta&#8217; di questo paese ci si palesa davanti. Le strade sono completamente sterrate, non esiste la fogna e le costruzioni sono tutte incompiute. Camminiamo attraverso il mercato e una decina di bancarelle in legno espongono le loro poche merci: qualche frutto, un po di verdura, vestiti usati e pezzi di pollo che giaciono al caldo, ricoperti i mosche.</p>
</div>
<p>La spiaggia e&#8217; molto sporca e anche l&#8217;acqua, ma i bimbi emozionati in pochi istanti si buttano in acqua e divertiti giocano, si schizzano e si tuffano. Sono felici e questo&#8230;ci basta!</p>
<div id="attachment_576" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/marco.jpg"><img class="size-full wp-image-576" title="Marco" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/marco.jpg?w=470&#038;h=704" alt="" width="470" height="704" /></a><p class="wp-caption-text">Marco</p></div>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>La sera a Port de Paix</strong></span></p>
<p>La cena e&#8217; alle sette e le suore e le volontarie ci preparano sempre delle ottime pietanze (adoro le banane che vengono fritte e poi schiacciate in mezzo a due pezzettini di legno). Dopo cena i bimbi si riuniscono nel salone e attendono con ansia che Guido e Emanuele preparino la proiezione di un cartone che, solitamente li fa ridere tantissimo. <strong>C&#8217;e&#8217; un bimbo W. che ogni sera mi tiene un posto accanto a lui e non appena mi siedo mi stringe forte la mano e si accoccola su di me. Ogni volta mi si riempie il cuore e sono felice. </strong>Prima di andare a nanna i bimbi ci salutano con mille sorrisi. Noi saliamo al piano superiore (destinato alle suore e a noi) separato da quello inferiore da un cancelletto sempre chiuso che i bambini incredibilmente non osano oltrepassare.</p>
<p><strong>La sera e&#8217; per noi il momento della riunione, in cui definiamo le varie attivita&#8217; per il giorno successivo da far fare ai bimbi</strong>. Ci mettiamo sul terrazzo, dove solitamente c&#8217;e&#8217; una piacevole brezza e sotto il cielo stellato chiacchieramo allegramente, felici di aver dato a questi piccoli un po&#8217; di gioia.</p>
</div>
<div id="attachment_550" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><strong><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/sami2.jpg"><img class="size-full wp-image-550" title="sami" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/sami2.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Sami, 3 anni appena compiuti, è il più piccolo dei 115</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/insiemeperhaiti.wordpress.com/542/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=542&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Marco</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Haiti e i suoi tetti piatti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 11:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edison]]></category>
		<category><![CDATA[Il diario di Raffaella Porri, Edison]]></category>

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		<description><![CDATA[Ti accorgi di essere ad Haiti dall’odore di carbone bruciato dei tanti fuochi che gli haitiani accendono ovunque lungo le strade, dalla polvere che vedi a nubi e ti senti immediatamente incollata alla pelle. Per arrivare al nostro alloggio abbiamo attraversato il centro, una discarica a cielo aperto in cui un nero suino si alimenta, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=531&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ti accorgi di essere ad Haiti dall’odore di carbone bruciato dei tanti fuochi</strong> che gli haitiani accendono ovunque lungo le strade, dalla polvere che vedi a nubi e ti senti immediatamente incollata alla pelle.</p>
<p>Per arrivare al nostro alloggio abbiamo attraversato il centro, una discarica a cielo aperto in cui un nero suino si alimenta, grossi bus in pessime condizioni ma coloratissimi che chiamano tap tap per il rumore che fanno le mani sulla carrozzeria per chiamare la fermata, moto taxi utilizzate come principale mezzo di spostamento per attraversare la città, donne (e bambini) che trasportano sulla testa contenitori colmi di acqua, e tanta musica che proviene dalle molte radio.</p>
<p>Come scrive Chiara una bambina di 8 anni (figlia di Alessandro dell’Anpil): “ho visto la gente dormire sui tetti, loro hanno tetti non come i nostri ma piatti, è per questo che possono dormire sui tetti e poi lì c’è più aria”.</p>
<p>I teli bianchi su cui dormono sono le prime ombre bianche che scorgi all’alba dopo una notte buia davvero, dal momento che non arriva la corrente. E’ guardando dal nostro terrazzo che scopro la quotidianità dei tetti piatti di Haiti, vedo una donna spazzare…. o meglio dovrei dire, spostare … la polvere grigia dal suo “pavimento”, le macchie di colore degli indumenti stesi ad asciugare, un ragazzo che si diverte a ballare, una bambina che studia prima di andare a scuola, l’uomo del pane addetto alla consegna “a domicilio” che si arrampica per dare il resto ad una donna che si sporge allungandogli una mano dal suo tetto piatto.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-074.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-532" title="Picture 074" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-074.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>La S.Messa della domenica</strong> </span></p>
<p>E’ sabato e le bambine più grandi non sono scese con noi nel salone principale come ogni sera, “sono a preparare il vestito per la S.Messa della domenica”, mi dicono.</p>
<p>Il giorno successivo ci svegliamo all’alba per partecipare anche noi, la funzione si svolge nella qui vicina Fatima.</p>
<p><strong>Le bambine con il loro vestitini e nastri colorati ai capelli sembrano tante bomboniere, i bambini calzano le loro “scarpe belle”, come loro stessi ci fanno notare.</strong></p>
<p>Ci avviamo tutti in coda, per mano a loro, verso il luogo in cui si svolge la funzione.</p>
<p>La processione di abiti, comunque puliti, contrasta con ciò che attraversiamo: strade polverose e infangate,  montagne di rifiuti, asini e cani magri che puoi contargli le ossa.</p>
<p>Mi guardo attorno e non posso fare a meno di qualche scatto per immortalare quello che vedo.</p>
<p><strong>Una bambina di dodici anni ci chiede: “Perché i bianchi fanno le foto alle cose brutte?”.</strong></p>
<p>“Ma perché esistono le cose brutte?” Mi domando io, dibattuta se l’atteggiamento giusto sia quello di documentare per coinvolgere o piuttosto mantenere un rispettoso silenzioso.</p>
<p>Nel frattempo arriviamo a destinazione, la chiesa è una costruzione certo troppo piccola per contenere le persone che attendono di entrare.</p>
<p>Le due ore di preghiera, tanto tempo dura qui la funzione, sono un’esplosione di canti e musiche che rendono quasi sopportabile l’assenza di aria del luogo, guardo l’ora e leggo per sbaglio la temperatura … 37°C!</p>
<p>Eppure nessuno si lamenta, bambini compresi, sono tutti lì con il loro abito migliore per partecipare alla S.Messa della domenica.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/la-processione-per-la-messa1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-534" title="la processione per la messa" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/la-processione-per-la-messa1.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Domenica al mare</strong></span></p>
<p>Domenica pomeriggio, è vacanza anche per noi.</p>
<p>Tutti dentro il pick up (o meglio molti fuori perchè non c’è spazio sufficiente) e ci dirigiamo verso il mare. Il percorso per arrivare a destinazione inizia con una tappa in città per acquistare acqua e del ghiaccio, quest’ultimo ci viene consegnato rigorosamente in blocchi con un punteruolo per romperlo.</p>
<p>Presto ci troviamo in mezzo a colline con piante grasse e di banane, cocco e mango. La strada che percorriamo sembra un percorso ad ostacoli tanto che da alcune buche non siamo così certi di uscire e, per non farci mancare niente, ad un certo punto davanti a noi un metro d’acqua dal colore marrone e affollatissimo di persone che si lavano e si immergono. Il tempo di chiudere i finestrini e guadiamo il fiume per raggiungere l’altra sponda tra imbarcazioni in legno che caricano moto e persone.</p>
<p>Proseguendo il nostro percorso incontriamo agglomerati urbani, ma veramente poche sono le case in mattoni, molte in lamiera, altre in paglia. “Mi sembra la favola dei tre porcellini!” esclama Chiara. Le faccio notare che la maggior parte delle abitazioni consistono di fattto solo dello  scheletro in legno…il lupo le aveva già soffiate tutte!</p>
<p>E’ guardando queste costruzioni che penso: “E quando piove?  Ma forse anche quando c’è il sole… date le temperature calde.”</p>
<p>Incontriamo asini con il carico di carbone per il fuoco e acqua proveniente dalla sorgente, superiamo mucche chiare dalle zampe completamente infangate, le “mucche con gli stivali” per il nostro gioco delle favole.</p>
<p>Ancora un’ora di viaggio ed arriviamo ad un ingresso bianco e azzurro (che per Chiara non può che essere il palazzo di Alibabà) e siamo finalmente al mare cristallino dei Carabi che tutti conoscono, ma forse pochi sanno che si trova solo a qualche centinaio di metri dalle case soffiate dal lupo.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-155.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-535" title="Picture 155" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-155.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>La festa per la pioggia</strong></span></p>
<p>Sono le diciotto e come ogni sera si scorgono dei lampi all’orizzonte, ma questa volta il cielo si scurisce ed è subito pioggia.</p>
<p>In pochi minuti le strade polverose e grigie si trasformano in fiumi marroni che scorrono dai monti verso valle e l’isola della Tortuga, sempre visibile dal nostro terrazzo, scompare per lasciare spazio a grosse grigie nubi.</p>
<p>E’ allora che i tetti piatti si animano di un’insolita vita: chi si lava, chi raccoglie l’acqua piovana in contenitori di plastica bianchi, chi corre gridando.</p>
<p>Mentre osservo questo spettacolo ascolto dei canti provenienti da un angolo del nostro terrazzo: <strong>le novizie che ringraziano per l’arrivo delle piogge.</strong></p>
<p>La pioggia era assente da giorni e qui l’acqua è una risorsa scarsa ed in quanto tale preziosa, è un evento che ha il potere di modificare la quotidianità della città.</p>
<p>Anche il risveglio al mattino dopo il temporale non è più quello a cui ormai eravamo abituati: il solito gallo delle quattro, ma nessun cane che abbaia o si azzuffa, sostituito dal gracidio delle rane.</p>
<p>Solo poche ore e del fiume d’acqua non resta altro che qualche pozza che presto diverrà terreno fertile per insetti e zanzare, ma è giornata di festa, oggi nessuno dovrà andare a prendere l’acqua alla sorgente.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Il sorriso dei bambini di Haiti</strong> </span></p>
<p><strong>I bambini di Haiti hanno un bisogno di affetto che è senza confini come lo è la gioia che hai nell’offrirglielo, hanno cicatrici visibili ma sempre ridono con gli occhi.</strong></p>
<p>Tutti vogliono toccarti, abbracciarti, “mama e papa blan” ci chiamano.</p>
<p>E’ proprio vero che quando non hai mai avuto nulla dai più valore alle cose semplici o forse è in quel momento che gli attribuisci il loro giusto valore, così le bolle di sapone ed i palloncini di Scarabokkio (Skarabouch come lo chiamano qui) generano reazioni di vera e propria euforia collettiva, e presto ti accorgi come un palloncino scoppiato può diventare un braccialetto, un anello colorato, un nastro per i capelli, perfino una gomma da masticare!</p>
<p>Non ti lascia indifferente vedere quanto rigore e rispetto hanno questi bambini.  Un cancelletto con un chiavistello separa il piano terra, dove loro dormono e giocano, da quello superiore dove si trovano le nostre stanze. Nonostante tutta l’allegria che i bimbi hanno nel vederti ed il desiderio di starti vicino quando vedono che vuoi salire nella tua stanza ti aiutano a chiudere il chiavistello dietro di te, con il sorriso stampato sul viso. L’altra sera parlavo con Alessandro dell’Anpil dei bambini nati ultimi e del suo libro sul terremoto,  lascio a chi avrà la curiosità di leggerlo la possibilità di scoprire un po’ di più della cronaca di Haiti, tanto concreta quanto lo è l’efficacia del continuo lavoro di suore e volontari che si adoperano ogni giorno.</p>
<p>Ma molto c‘è ancora da fare e percepisci con forza questa richiesta di aiuto in ogni strada che attraversi, ogni sguardo che incroci, anche solo dal nome di uno di loro “Dien oula” che in creolo significa “Dio, noi siamo qua”.</p>
<p><strong>La notte che siamo arrivati ho udito alcuni bambini piangere, ma non è più successo da quando siamo qui, voglio credere che i giochi ed i nostri abbracci abbiano portato loro un po’ di gioia e spero lasciato un pensiero felice da ricordare.</strong></p>
<p>Certo ho visto tanta energia positiva in tutte le persone con cui ho condiviso questa esperienza, un bel gruppo che è stato capace di divertire e di divertirsi.</p>
<p>Un arrivederci dunque a Samuel il più vorace, Christine con le sue treccine colorate di perline, Sami il più piccolo e gracile, Madlen l’artista del ballo e del canto, non posso citare tutti i bambini …, lascio al gruppo che verrà dopo di noi il piacere di scoprire ognuno di loro, insieme alla responsabilità di prendersene cura e ricambiare tutto quello che vi assicuro sapranno donarvi.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-105.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-536" title="Picture 105" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-105.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
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		<title>Scarabokkio è felice</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>portdepaix</dc:creator>
				<category><![CDATA[il diario di Scarabokkio e Aldo Perrotti, Edison DG]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 1 luglio “SECONDO RISVEGLIO” Eccoci al secondo risveglio a Port du Paix, la luce entra di primo mattino, gli animali si fanno sentire e dichiarano aperta una nuova giornata, tutto in questo posto è scandito dall’evoluzione del sole e dal generatore che alla sera si spegne… Sembra strano ma ti allinei senza difficoltà ai tempi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=insiemeperhaiti.wordpress.com&amp;blog=13030430&amp;post=518&amp;subd=insiemeperhaiti&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-370.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-526" title="Picture 370" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-370.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></strong></span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Giovedì 1 luglio “SECONDO RISVEGLIO</strong>”</span></p>
<p>Eccoci al secondo risveglio a Port du Paix, la luce entra di primo mattino, gli animali si fanno sentire e dichiarano aperta una nuova giornata, tutto in questo posto è scandito dall’evoluzione del sole e dal generatore che alla sera si spegne…</p>
<p><strong>Sembra strano ma ti allinei senza difficoltà ai tempi haitiani</strong>.</p>
<p> Dal terrazzo si scorgono i primi risvegli, pensate che molti di loro dormono nei tetti delle case…</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/la-vita-sui-tetti-piatti1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-520" title="la vita sui tetti piatti" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/la-vita-sui-tetti-piatti1.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
<p>I primi profumi e odori ti avvolgono e ti trasportano in questo mondo che a parte tutto ha mantenuto il suo stile di vita semplice.</p>
<p>Ma ritorniamo a noi, il primo incontro con i bambini è a colazione, mi ha colpito molto la loro educazione in generale ma anche il ringraziare ogni momento della giornata per il ricevuto…</p>
<p><strong><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/p1040047.jpg"></a></strong></p>
<p><strong>Questo dovrebbe far pensare ognuno di noi e vivere ogni attimo della nostra vita con più gratitudine</strong>.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-258.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-529" title="Picture 258" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/picture-258.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
<p>Ieri sera Scarabokkio si è fatto vedere, un piccolo spettacolo nell’ingresso della casa, dovevate vedere la reazione alla visione delle bolle e di alcune piccole magie…</p>
<p>Vorrei veramente dare molto a questi bimbi, non è facile distribuire le carezze, gli abbracci, ti senti sempre impotente e inferiore, questi bimbi hanno la capacità di donarti molto, molto di più di quello che uno pensa…E poi sono veramente tanti, vorresti abbracciarli tutti, stringerli forte forte, per trasmettere tutto il bene, tutta la forza, tutta la energia positiva che è dentro te. Ho ancora diversi giorni davanti, imparerò a distribuire in maniera equa la parte migliore di me, perché solo così questa mia esperienza avrà un vero senso.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Giovedì 1 luglio “UNIONE DEL GRUPPO E LASCIARSI ANDARE”</strong></span></p>
<p>Questa giornata è iniziata con delle attività organizzate e soprattutto coordinate da tutti i componenti del gruppo, questo è stato molto bello e importante per noi e anche per i bimbi che hanno partecipato: prima fase costruzione maracas, smalto unghia mani e piedi …</p>
<p><strong>Troppo bello sdraiarsi per terra, per dare lo smalto a tutte le manine e i piedini, qui non puoi restare composto, i bimbi ti portano ad allinearti ai loro comportamenti, lasciarsi andare è la formula giusta per vivere bene questa esperienza, inoltre ti dà la possibilità di assaporare il gioco, l’essere di nuovo bambino, l’essere un tutt’uno con loro …</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Venerdì 2 luglio “SKALABUSCH”</strong></span></p>
<p>Oggi assieme a tutto il gruppo abbiamo suddiviso i bimbi in sotto gruppi ed abbiamo svolto diverse attività, giorno che passa ogni elemento del gruppo stesso si rende disponibile a seconda delle predisposte attitudini che possiede e tutto questo è vincente per la riuscita della nostra piccola missione … : corso di figure palloncini, attività calcistica per piccoli e grandi, salto alla corda, corso di giocoleria, colorare manifesti per una storia che verrà animata dai bimbi nei prossimi giorni … meraviglioso e spettacolare !!!</p>
<p>Alex il capogruppo ha richiesto a Scarabokkio uno spettacolo in sala ricreativa dopo cena …. Scarabokkio è stanco, ma non ha potuto negare questa opportunità di divertimento ai suoi piccoli amici …</p>
<p>E’ stata un’esperienza unica, tutte quelle faccine di meraviglia e stupore, in alcune anche di paura …</p>
<p>Al termine dello spettacolo, mentre i bimbi andavano a letto cantavano e nominavano il nome del loro nuovo amico clown: <strong>“Skalabusch” … questo perché così ad Haiti è stato battezzato.</strong></p>
<p><strong>Questo mi rende molto felice, spero tanto di avere animato i sogni più belli dei miei cari amici … e di poterne far parte anche ad altri molti in futuro …</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Sabato 3 luglio “GITA AL MARE”</strong></span></p>
<p>Oggi tutti al mare, tutti in fila, due a due, una camminata di mezz’ora per poi entrare tutti assieme nel mare …</p>
<p>Non è possibile immaginare le emozioni provate, gli abbracci dei bambini, stretti stretti per la paura dell’acqua, i piccoli tuffi timorosi … anche questa piccola gita ci ha unito un po’ di più con loro … sarà molto dura andarcene, stanno nascendo dei veri e bellissimi rapporti.</p>
<p><a href="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/img_2110.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-523" title="IMG_2110" src="http://insiemeperhaiti.files.wordpress.com/2010/07/img_2110.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a></p>
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